Septuaginta di Brenton

Tipo
Testo in lingua originale
Lingua
Greco
Canone
46 libri (solo Antico Testamento)
Salmi
Numerazione della Septuaginta e della Vulgata
Gioele e Malachia
Divisione ebraica (Gioele in 4 capitoli, Malachia in 3)
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Storia

Il testo greco presentato qui è la Septuaginta associata all’edizione inglese di Sir Lancelot Charles Lee Brenton (1807 - 1862). La traduzione che Brenton pubblicò accanto al greco non fa parte di questa collezione; qui è presentato solo il testo greco.

Vale la pena distinguere questo testo dalle prime edizioni dell’opera di Brenton. La prima edizione, pubblicata a Londra nel 1844 da Samuel Bagster and Sons, era una traduzione inglese e non conteneva il testo greco. Il testo greco a fronte della traduzione inglese comparve in edizioni successive, in particolare in quella del 1870.

La Septuaginta non è una traduzione prodotta in un colpo solo. Il Pentateuco fu tradotto in greco probabilmente nel III secolo a.C., nella comunità ebraica di Alessandria. Gli altri libri furono tradotti più tardi, in epoche diverse e da traduttori diversi. Il prologo greco del Siracide, scritto nel II secolo a.C., parla già della Legge, dei Profeti e degli altri libri tradotti in greco, il che mostra che una parte consistente di queste Scritture circolava già in greco prima del 132 a.C.

Il racconto tradizionale dei settantadue interpreti mandati da Gerusalemme e riuniti ad Alessandria è legato alla cosiddetta Lettera di Aristea. Secondo quel racconto, alla traduzione presero parte sei anziani per ciascuna delle dodici tribù. La storia esercitò un’influenza enorme sulla tradizione successiva, ma la sua storicità è discussa. Lo stesso Brenton, nella prefazione del 1844, ammette che la storia popolare dei settantadue interpreti possa essere, con le sue parole, una “leggenda favolosa”, pur riconoscendo gli indizi che gli autori appartenessero ad Alessandria, o almeno all’Egitto.

La Septuaginta ebbe grande importanza per il cristianesimo antico. Gli autori del Nuovo Testamento usarono spesso la sua forma greca nel citare l’Antico Testamento, specialmente in alcuni passi profetici. Fu anche la forma principale dell’Antico Testamento nota ai cristiani di lingua greca ed esercitò una forte influenza sui Padri greci.

La prima edizione di Brenton uscì a Londra, nel 1844, presso Samuel Bagster and Sons, in due volumi. Il suo titolo presenta l’opera come una traduzione inglese dell’Antico Testamento “secondo il testo vaticano”, accompagnata dalle principali varianti della copia alessandrina.

Nella prefazione Brenton afferma che la sua traduzione fu fatta sul testo vaticano dell’edizione di Valpy, con occasionali inserimenti di lezioni alessandrine nelle note. Osserva che l’opinione generale del suo tempo favoriva il testo vaticano, ma aggiunge che la questione dei meriti relativi dei due testi restava controversa. Riconosce anche che il testo alessandrino chiarisce molti passi oscuri e supplisce a diverse omissioni del testo da lui adottato come base.

Curiosità

In questo testo compaiono due tipi di numerazione, e corrispondono a fenomeni diversi. L’unione dei Salmi 9 e 10 appartiene alla tradizione della Septuaginta: ciò che nella numerazione ebraica appare come due salmi corrisponde a un solo salmo nella numerazione greca. Per questo la numerazione dei salmi della Septuaginta diverge da quella ebraica in diversi punti.

La divisione in capitoli, invece, è una convenzione posteriore al testo biblico. La divisione medievale in capitoli è tradizionalmente associata a Stefano Langton (1150 - 1228), arcivescovo di Canterbury, all’inizio del XIII secolo. Divenne poi lo standard nelle Bibbie a stampa e passò anche nelle edizioni dei testi ebraico e greco.

C’è anche un Salmo 151. Il testo greco lo presenta come attribuito a Davide e lo identifica come “fuori dal numero” (ἔξωθεν τοῦ ἀριθμοῦ). Compare così nella tradizione manoscritta greca come un componimento aggiunto all’insieme dei 150 salmi numerati, e non semplicemente come “salmo 151” nello stesso senso degli altri. Il Salmo 151 racconta il combattimento di Davide contro Golia e presenta Davide come il più piccolo tra i suoi fratelli. La presenza di questo componimento negli antichi manoscritti greci e la nota che esso sta “fuori dal numero” spiegano la sua posizione particolare nella tradizione della Septuaginta.

Fonti

  • Septuagint Version — Achille Vander Heeren, The Catholic Encyclopedia, vol. 13 (New York, 1912), sull’origine alessandrina, la lettera di Aristea e le edizioni a stampa
  • The Septuagint version of the Old Testament (London: Samuel Bagster and Sons, 1844) — scansione della prima edizione di Brenton, con il frontespizio e la prefazione citati sopra
  • Psalms — Walter Drum, The Catholic Encyclopedia, vol. 12 (New York, 1911), sul Salmo 151 e sull’unione dei Salmi 9 e 10
  • Scripture — Anthony Maas, The Catholic Encyclopedia, vol. 13 (New York, 1912), su Stefano Langton e la divisione in capitoli
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