Petrus Canisius 1939
- Tipo
- Traduzione
- Lingua
- Olandese
- Canone
- 73 libri (canone completo)
- Salmi
- Numerazione ebraica
- Gioele e Malachia
- Divisione occidentale (Gioele in 3 capitoli, Malachia in 4)
- Licenza
- Pubblico dominio
Storia
Fu la prima traduzione cattolica olandese fatta direttamente dai testi biblici originali anziché dalla Vulgata. Fino ad allora le traduzioni cattoliche olandesi disponibili si basavano sul testo latino: la prima versione che la Catholic Encyclopedia dice autorizzata per i cattolici fu quella di Nicolaas van Winghe, con la collaborazione di Peter de Cort e Godevaert Stryode, pubblicata a Lovanio nel 1548. Seguiva l’edizione della Vulgata preparata da Johannes Henten, pubblicata l’anno precedente. Nel 1599 la traduzione di van Winghe fu rivista sulla Vulgata Clementina e pubblicata da Jan Moretus, dando origine alla cosiddetta Bibbia di Moerentorf. Quella revisione ebbe più di cento edizioni e, secondo la Catholic Encyclopedia, era ancora in uso nel 1912.
La nuova traduzione fu un’iniziativa dell’Apologetische Vereniging “Petrus Canisius”, un’associazione fondata nel 1904 e intitolata al teologo e gesuita olandese Pietro Canisio (1521–1597), nato a Nimega. Canisio fu il primo olandese a entrare nella Compagnia di Gesù.
Nel 1906 furono pubblicati i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, opera di quattro traduttori, in un volume che divenne noto come Canisius Bijbeltje. Il Nuovo Testamento completo apparve nel 1929. L’Antico Testamento fu pubblicato in quattro parti tra il 1937 e il 1939. Un gruppo di traduttori lavorò sotto la direzione del domenicano R. Jansen, il cui ruolo nell’opera fu ritenuto eccessivamente dominante. Pur avendo suscitato resistenze, il suo intervento rese più omogeneo il risultato finale. La prima edizione completa uscì nel 1939, pubblicata da Het Spectrum a Utrecht e Bruxelles. Il titolo completo descrive il progetto: De Heilige Schrift, vertaling uit de grondtekst met aantekeningen, in opdracht van de Apologetische Vereniging “Petrus Canisius” ondernomen met goedkeuring van de hoogwaardige bisschoppen van Nederland — “La Sacra Scrittura, traduzione dal testo originale con annotazioni, intrapresa per incarico dell’Associazione apologetica ‘Petrus Canisius’, con l’approvazione dei reverendissimi vescovi dei Paesi Bassi”.
I responsabili della traduzione spiegarono la scelta del testo di partenza in termini piuttosto diretti: ritenevano di poter rendere la parola di Dio più esattamente e più chiaramente con una traduzione immediata dai testi originali che con una traduzione del testo latino, “che è già esso stesso una traduzione”.
Quattro anni dopo, il 30 settembre 1943, Pio XII scrisse nella Divino afflante Spiritu che l’autorità della Vulgata in materia di dottrina non esclude il ricorso ai testi originali, e che il decreto del Concilio di Trento non vieta traduzioni in lingua volgare “anche direttamente dagli stessi testi originali”, a uso dei fedeli e per una migliore comprensione della parola divina. L’enciclica aggiungeva che ciò era già stato fatto in modo lodevole in molti paesi, con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica.
Alla Canisius succedette poi la Willibrordvertaling, il cui Nuovo Testamento cominciò a uscire nel 1961 e la cui edizione completa apparve nel 1975.
Curiosità
Il nome di Dio è scritto per esteso come “Jahweh”. Nell’Antico Testamento la traduzione usa questa forma al posto di “Heer” (“Signore”) migliaia di volte. Usare il nome fu una scelta deliberata dei traduttori, che consideravano inadeguata la sostituzione sistematica con il titolo “Heer”. La traduzione stessa apre il Salmo 23 con: “Mijn Herder is Jahweh!” — “Jahweh è il mio Pastore!”.
È qui che le due numerazioni si separano. I salmi seguono la numerazione ebraica: il salmo del pastore è il 23, mentre il 22 è quello che comincia con “Mijn God, mijn God ... Waarom hebt Gij mij verlaten?” (“Dio mio, Dio mio... perché mi hai abbandonato?”). La divisione in capitoli, però, non segue ovunque la stessa tradizione: Gioele è diviso in tre capitoli e Malachia in quattro, come nella Douay-Rheims.
Crampon, l’edizione francese di questa collezione, usa la numerazione ebraica sia nei salmi sia in questi libri profetici; la Septuaginta di Brenton fa il contrario sul secondo punto: mantiene la numerazione greca dei salmi ma divide Gioele e Malachia secondo la numerazione ebraica. Per questo il sito tratta le due cose separatamente.
Fonti
- Petrus Canisius Vertaling — Biografie — sull’iniziativa, i traduttori, le date dei volumi e la grafia del nome divino
- De Heilige Schrift, Petrus Canisiusvertaling, 1939 — il titolo completo, la prima pubblicazione e la digitalizzazione da cui parte questo sito
- Versions of the Bible — Anthony Maas, The Catholic Encyclopedia, vol. 15 (New York, 1912), sulle precedenti versioni cattoliche olandesi fatte dalla Vulgata. Data la Bibbia di Lovanio al 1545, il che non può essere esatto: la Vulgata su cui fu fatta è quella di Henten, del 1547
- Leuvense bijbel (1548) — Nederlands-Vlaams Bijbelgenootschap, per la data della Bibbia olandese di van Winghe
- Divino afflante Spiritu (1943) — l’enciclica citata