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Martini 1781Vulgata Clementina 1598Douay-Rheims 1899
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Salmi 123

Martini 1781

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Sal 122 in questa versione

1Cantico dei gradi. Alzai gli occhi miei a te, che fai tuo soggiorno ne' cieli.

2Ecco che come gli occhi de' servi son fissamente rivolti alle mani de' padroni;

3Come gli occhi dell'ancella son fissamente rivolti alle mani della padrona; così gli occhi nostri al Signore Dio nostro in aspettando, ch'egli abbia di noi pietà.

4Abbi pietà di noi, o Signore, abbi di noi pietà; perocché siam satolli di disprezzo oltre modo:

5Perché molto ne è satolla l'anima nostra: ella oggetto di obbrobrio ai facoltosi, e di scherno ai superbi.

Vulgata Clementina 1598

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Sal 122 in questa versione

1Canticum graduum. [Ad te levavi oculos meos, qui habitas in cælis.

2Ecce sicut oculi servorum in manibus dominorum suorum; sicut oculi ancillæ in manibus dominæ suæ: ita oculi nostri ad Dominum Deum nostrum, donec misereatur nostri.

3Miserere nostri, Domine, miserere nostri, quia multum repleti sumus despectione;

4quia multum repleta est anima nostra opprobrium abundantibus, et despectio superbis.]

Douay-Rheims 1899

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Sal 122 in questa versione

1To thee have I lifted up my eyes, who dwellest in heaven.

2Behold as the eyes of the servants are on the hands of their masters, As the eyes of the handmaid are on the hands of her mistress: so are our eyes unto the Lord our God, until he have mercy on us.

3Have mercy on us, O Lord, have mercy on us: for we are greatly filled with contempt.

4For our soul is greatly filled: we are a reproach to the rich, and contempt to the proud.